Attività della UO di Maxillo Facciale di Pescara – Articolo de Il Centro

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Più donne picchiate in casa e feriti per risse sulle strade

I dati del dipartimento ospedaliero diretto da Ascani indicano l’aumento dei casi di violenza e di traumi nel 2015

PESCARA. Gli uomini fanno a botte per strada e le donne vengono picchiate in casa da compagni e mariti. Aumentano i pestaggi tra ubriachi e drogati, le violenze domestiche, i traumi adolescenziali da sport, gli incidenti dei bimbi in bicicletta guidata senza casco e ginocchiera, svenimenti e cadute accidentali di anziani e, paradossalmente, diminuiscono i traumi da incidenti stradali. Il numero dei pazienti politraumatizzati (prevalentemente tra 25 e 45 anni) che hanno bisogno delle cure dell’unità operativa dipartimentale maxillo facciale dell’ospedale Spirito santo per farsi ricostruire chirurgicamente, è da bollettino di guerra: oltre mille ricoveri in sei anni, di cui 291 nel 2015 (172 in provincia di Pescara) contro i 151 dell’anno precedente e i 131 dei primi 5 mesi del 2016; 1.651 prestazioni ambulatori nel 2015 e 974 nel 2014 su pazienti esterni e interni che vivono anche fuori provincia.

È sempre più affollato il reparto istituito nel luglio 2013 ma attivo già dal 2010, fondato e diretto da Giuliano Ascani, 45 anni, pescarese di origine aquilana, affiancato da Paolo Mancini, 42, di Larino (Campobasso), entrambi chirurghi maxillo facciali con una esperienza decennale nell’ospedale di Ancona. «Siamo passati da una cinquantina di ricoveri nel 2010 a circa 300 nel 2015, con un aumento esponenziale di anno in anno» spiega Ascani. Venti posti letto e un ambulatorio, al quarto piano, ala est, gestiti dai due medici e da infermieri che alternano i turni e condividono spazi col reparto di otorino.

Mandibole e zigomi rotti da ricomporre dopo una scazzottata in strada oppure orbite di fuori, «come accade ai giocatori di calcio che prendono pallonate negli occhi», ma sono tantissime le donne che hanno bisogno di aiuto dopo una lite in casa: «Arrivano con le facce tumefatte e, purtoppo, ci ricascano spesso, perché ritornano sempre con gli stessi problemi. Nelle donne, l’incidenza dei problemi causati da violenza familiare è praticamente uguale a quella degli incidenti stradali, anche se di questi ultimi sono vittime più gli uomini».

«Gli adolescenti» prosegue il primario «arrivano con traumi da sport, i bambini hanno facce fracassate da cadute in bici, altalene, cacciaviti negli occhi, carrelli della spesa rovesciati, colpi in faccia di mazze, surf e oggetti vari. Un tredicenne ha perso l’uso di un braccio dopo uno slalom in motorino. Gli anziani hanno bisogno di noi dopo svenimenti e investimenti stradali che avvengono soprattutto in primavera, durante le prime passeggiate e sono spesso politraumi molto seri».

Nell’unità operativa di Ascani si trattano anche ricostruzioni delle orbite, lesioni potenzialmente maligne del cavo orale e osteonecrosi dei mascellari e si promuovono campagne di sensibilizzazione per le diagnosi tumorali in collaborazione con dentisti e odontoiatri. Di questi e altri argomenti si parlerà durante il convegno “Complicanze nella chirurgia orale e maxillo facciale”, che si terrà oggi all’hotel Carlton dalle 8.30.

«La nostra unità chirurgica» prosegue Ascani «svolge un’importante attività traumatologica con il coinvolgimento diretto nelle urgenze-emergenze, soprattutto di pazienti politraumatizzati che richiedono una gestione e un trattamento da équipe multidisciplinari con rianimatore, chirurgo, oculista, otorino, ortopedico». Dal 2014 è stata inserita, dalla società italiana di Chirurgia maxillo facciale, nell’elenco dei centri italiani come «unica struttura ospedaliera riconosciuta in Abruzzo».

Prima del 2010, i pazienti si recavano negli ospedali dell’Aquila e di Ancona. Un dipartimento di eccellenza che mancava fino a sei anni fa. Tra i vantaggi per gli utenti, sottolinea Ascani, «nessun ricoverato è stato più trasferito in altri ospedali per il trattamento di fratture del massiccio facciale. È stato possibile curare soggetti non trasportabili, come quelli della Rianimazione o di Ortopedia, che altrimenti non avrebbero avuto un videat specialistico e abbiamo potuto trattare in emergenza pazienti affetti da politraumi complessi evitando importanti esiti funzionali ed estetici che avrebbero causato un intervento differito». Il dipartimento svolge attività scientifiche in collaborazioni con istituti italiani e stranieri.


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