Linee guida nazionali per la prevenzione e la gestione clinica dei traumi dentali negli individui in età evolutiva

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 Linee guida nazionali per la prevenzione e la gestione clinica dei traumi dentali negli individui in età evolutiva

 

Nell’ambito delle iniziative in materia di odontostomatologia intraprese dal Ministero della Salute, Dipartimento della Sanità pubblica e dell’Innovazione, sono state elaborate da un gruppo di esperti le “Linee guida nazionali per la prevenzione e la gestione clinica dei traumi dentali negli individui in età evolutiva”.
Il documento è stato redatto in considerazione della necessità di divulgare delle raccomandazioni in materia di prevenzione, diagnosi e cura dei traumi dentali che rappresentano una delle emergenze odontoiatriche più frequenti nel bambino.
Negli ultimi anni, è aumentata, negli individui in età evolutiva,  la prevalenza di eventi traumatici che vedono il coinvolgimento del distretto oro-facciale, ivi comprese le arcate dentarie. Ciò è imputabile all’aumentato dinamismo della vita quotidiana, al maggior coinvolgimento del bambino in attività sportive e all’aumentato uso di veicoli motorizzati da parte degli adolescenti.
Scuola, ambiente domestico, ambiente sportivo e strada sono le sedi dove con maggiore frequenza si verificano eventi traumatici e, allo stesso tempo, luoghi dove è possibile mettere in atto idonee misure di prevenzione.
Una volta verificatosi l’evento traumatico,invece, per avviare il giovane paziente verso un ottimale recupero funzionale ed estetico, si rende necessaria una corretta presa in carico dell’individuo da parte del personale sanitario.
L’obiettivo del documento è quello di offrire ai medici di medicina generale, ai medici specialisti in pediatria, in chirurgia maxillo-facciale, in chirurgia di urgenza e di pronto soccorso, in medicina dello sport, in medicina legale, agli odontoiatri, agli igienisti dentali, al personale infermieristico, al personale scolastico, al personale di assistenza nei centri sportivi, ai genitori/caregivers indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.
Leggi e scarica il documento:
Linee guida nazionali per la prevenzione e la gestione clinica dei traumi dentali negli individui in età evolutiva
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PREMESSA

Negli ultimi anni è aumentata, negli individui in età evolutiva, la prevalenza di eventi traumatici che vedono il coinvolgimento del distretto oro-facciale, ivi comprese le arcate dentarie, sì da rappresentare un indubbio problema di salute pubblica (Emerich et al., 2010).

Ciò è imputabile all’aumentato dinamismo della vita quotidiana, al maggior coinvolgimento del bambino in attività sportive agonistiche e all’aumentato uso di veicoli motorizzati da parte degli adolescenti.

Scuola, ambiente domestico, ambiente sportivo e strada sono le sedi dove con maggiore frequenza si verificano eventi traumatici e, allo stesso tempo, luoghi dove è possibile mettere in atto idonee misure di prevenzione.

L’arrivo ad un pronto soccorso di un paziente che abbia subito un trauma dentale è, pertanto, un’evenienza frequente e tale da richiedere, per una corretta presa in carico dell’individuo, competenze multidisciplinari (odontoiatriche, maxillo-facciali, pediatriche, medico-legali, medicosportive, di medicina d’urgenza e di medicina preventiva); il tutto al fine di avviare il paziente verso un ottimale recupero funzionale ed estetico.

A seguito di un trauma che coinvolge il distretto facciale e le arcate dentarie, le prestazioni terapeutiche necessarie possono essere volte al ripristino della mucosa, alla ricostruzione immediata dell’elemento dentario traumatizzato, al riattacco del frammento coronale fratturato, al reimpianto del/i dente/i avulsi, ove possibile.

Durante la prima visita, grande importanza deve essere riservata all’approccio psicologico del paziente traumatizzato che, spesso, risulta particolarmente provato anche dal punto emotivo a causa dell’ansia e della paura che l’evento acuto ha determinato.

Il percorso diagnostico e terapeutico deve essere affrontato secondo uno specifico protocollo che, prevedendo inizialmente un’accurata raccolta dei dati anamnestico-circostanziali dell’evento traumatico, si articola successivamente con una prima fase di obiettività clinica e radiologica, una seconda di specifico intervento terapeutico e una terza che prevede la programmazione di controlli a distanza atti a seguire l’evoluzione clinica.

La maggior parte della letteratura, oggi disponibile, sottolinea che spesso la conoscenza della corrette procedure da seguire in presenza di un trauma dentale è insoddisfacente.

Infatti, alcuni studi indicano che solo il 4% dei medici fornisce, in una fase iniziale, un trattamento appropriato (Emerich et al., 2010; Holan et al., 2003).

La prognosi delle lesioni traumatiche dentarie dipende dal tempo che intercorre tra l’evento traumatico e l’inizio del trattamento e, spesso, la prima figura che viene a gestire il trauma dentale è il medico di pronto soccorso o quello ospedaliero o il pediatra di libera scelta.

A tal proposito, si ritiene di particolare importanza, specie in termini di corretto ed appropriato indirizzo terapeutico, il ruolo del pediatra, poiché è, indubbiamente, il professionista al quale i genitori si rivolgono ogni qual volta insorge un bisogno di salute per il proprio figlio.

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